Terroir

Il terroir di Artimino:
Carmignano DOCG e Chianti DOCG

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Il terroir di Artimino è molto più di un semplice luogo: è storia, memoria e passione radicate nella terra. Tra le dolci colline del Carmignano e del Chianti Montalbano, ogni vite cresce in un suolo che custodisce la sua anima e ne esalta l’unicità, dando vita a vini inimitabili.

“Visitando le cantine in Toscana, vi potrete immergere nel nostro terroir unico, assaporando la perfetta armonia tra paesaggi incantevoli, storia centenaria e vini di straordinaria qualità.”

Adagiati su 70 ettari di vigneti, i nostri filari beneficiano di un microclima unico, modellato dal fiume Arno, dalla presenza protettiva del Monte e dall’abbraccio silenzioso dei boschi. Un equilibrio perfetto, dove l’alternanza di arenaria, argilla e calcare crea un mosaico di sfumature geologiche che si riflettono nell’eleganza e nella struttura dei nostri vini, conferendo al Carmignano DOCG la sua personalità distintiva. Ogni varietà è scelta con cura, ogni pianta collocata con attenzione, per esprimere al meglio la sinergia tra suolo, luce ed esposizione.

SANGIOVESE

Signore indiscusso della viticoltura toscana, il Sangiovese di Artimino si distingue per grazia e finezza. Le sue radici penetrano un terreno di arenaria antica, dove la famosa Pietra Serena diviene culla e nutrimento. Qui, il vitigno esprime al meglio la sua identità: profumi di viola mammola, tannini vellutati, un equilibrio perfetto tra freschezza e profondità. Dove la sabbia si fa più predominante, i vini di Carmignano risultano morbidi e armoniosi; dove domina la roccia sedimentaria, la struttura si fa più solida, capace di sfidare il tempo con un’eleganza senza tempo.

MERLOT

Non il solito Merlot, ma un’interpretazione che incontra un terroir d’eccezione. Ad Artimino, questo vitigno internazionale cresce in suolo millenario, di origine cretacica, dove sabbia, limo e argilla si fondono perfettamente. Le radici attingono a elementi minerali che donano al vino struttura e complessità.

CABERNET

La storia del Cabernet, all’interno del bland dei vini di Carmignano si intreccia con l’heritage della famiglia dei Medici. Nel cuore della Toscana, questo vitigno si radica in suoli calcarei e argillosi, dove pietre sedimentarie e cristalli di quarzo e carbonato di calcio, donano struttura vibrante mineralità inconfondibile. Intenso, potente e raffinato, il nostro Cabernet si esprime in note profonde, con una freschezza che ne esalta la bevibilità e una longevità che lo rende un vero gioiello enologico.

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Una Storia Millenaria, un futuro in fermento

Il Carmignano DOCG racconta una storia antica che attraversa i secoli: dalle anfore etrusche ai sigilli granducali, dalle pergamene medievali ai banchetti rinascimentali. Apprezzato da nobili e poeti, protetto dai Medici con decreti che ne garantivano l’autenticità, amato da letterati e artisti, questo vino è un’icona senza tempo, testimone di un’eccellenza che non conosce confini.

Una storia che si intreccia con i secoli, un filo invisibile che lega passato e presente. In queste colline toscane, dove il paesaggio incanta e il tempo sembra scorrere più lentamente, ogni sorso di vino racconta un segreto antico, una tradizione che affonda le radici nel cuore di una delle terre vinicole più affascinanti al mondo.

Già nel lontano passato, gli Etruschi solcavano queste valli e lasciavano nei vasi ritrovati nelle tombe il segno di un amore per la terra e il suo frutto. E fu proprio tra queste colline che, nel I secolo a.C., Giulio Cesare assegnò le terre tra l’Arno e l’Ombrone ai suoi veterani, segnando l’inizio di una lunga tradizione vitivinicola che avrebbe conquistato il cuore di re, poeti e uomini di cultura. A testimoniare questa lunga storia, ci sono le parole di Francesco Redi, che nel XVII secolo, con la sua poesia, celebrò l’ineguagliabile qualità del Carmignano: 

“Bevi, Arïanna, e tien da lui lontane le chiomazzurre Naiadi importune… chè saría gran follía e bruttissimo peccato, bere il Carmignan quando è innacquato.”

“Bevi, Arianna, e tieni lontane da lui le Naiadi importune dai capelli azzurri… perché sarebbe una grande follia e un peccato gravissimo bere il Carmignano quando è annacquato.”

Ma è stato con i Medici che il Carmignano ha visto riconosciuta la sua grandezza. Cosimo III, con il suo editto del 1716, non solo delimitò i confini di questa terra, ma ne sancì anche l’autenticità, proteggendo il Carmignano da imitazioni e contraffazioni. Un vino che, fin da allora, era già diventato simbolo di raffinatezza e cultura. Un legame che ha radici profonde, come quello con Caterina de’ Medici, che nel XVI secolo portò il Cabernet, conosciuto come “uva francesca”, a fertilizzare queste terre, dando vita a un connubio di eleganza e potenza che ancora oggi caratterizza il Carmignano.

Nel XVII secolo, Francesco Redi celebrò con le sue poesie l’eccellenza del Carmignano, definendone la qualità ineguagliabile, mentre nel Novecento autori come Gabriele D’Annunzio ne lodarono la raffinatezza e la capacità di emozionare.

Oggi il Carmignano DOCG continua a raccontare la sua storia custodita nella nostra azienda vinicola, fatta di tradizione, di cura per la terra, di rispetto per un patrimonio che non conosce fine.

Un racconto fatto di passione, ricerca e rispetto per una tradizione che, pur affondando le radici nel passato, guarda con determinazione al futuro. Perché ogni sorso è memoria e promessa, un viaggio sensoriale nel cuore di un territorio unico al mondo.

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Studio di zonazione

La “zonazione” è lo studio di un’area di produzione vinicola per determinare l’impatto dei diversi aspetti microclimatici e pedologici sulla qualità delle uve e dei vini che se ne ottengono.
Già nell’800 in Francia si comprese l’importanza del territorio per la qualità dei vini prodotti nelle più importanti aree vinicole, come Bordeaux, Champagne e Borgogna.
Per far questo, il territorio sotto esame viene ripartito in zone omogenee dal punto di vista pedoclimatico, delle quali vengono valutate le potenzialità produttive, rispetto a uno o più vitigni e obiettivi enologici.
Lo studio dell’interazione vite-ambiente, il miglioramento delle qualità dei vigneti, ma anche la valorizzazione del territorio e della sua vocazionalità viticola rientrano tra i nostri obiettivi.
Ad Artimino sono stati avviati moderni studi di zonazione come indagini pedologiche, agronomiche, microvinificazioni, analisi di laboratorio sulle uve e sui vini oltre che sensoriali.

Lo studio ha evidenziato una notevole diversità di ambienti pedoclimatici tra i nostri Cru:

Cru Cabernet Franc - Poggipiè

Il vigneto si estende in un area pedecollinnare ad un’altitudine che varia dai 65 a 95 metri circa. I suoli si originano principalmente da calcareniti e calcari marnosi.

Questi suoli sono idonei per il Cabernet Franc che predilige esposizioni a Sud, terreni moderatamente profondi come questi, calcarei, tessiture equilibrate (franche o franco argillose), buona dotazione di scheletro.
La moderata profondità dei suoli e la rilevante presenza di scheletro assicurano contenuta vigoria vegetativa e basse produzioni.
L’alta dotazione di calcare favorisce la produzione di vini eleganti ad elevata aromaticità nonché note olfattive particolarmente intense.
I minerali silicati e la frazione sabbiosa ceduta dalle calcareniti favoriscono la sintesi di note olfattive eleganti, fini e persistenti come ad esempio frutti di bosco.
La ricchezza di minerali ceduti dai frammenti di roccia calcarea marnosa, quali limonite, ematite, ossidi di Ferro e di Manganese , contribuiscono insieme alla tessitura franco argillosa alla produzione di vini particolarmente strutturati dal colore intenso.
Vini longevi, con eleganti e complessi aromi speziati.

Cru Sangiovese - Moreta

Il vigneto si estende in un’area di versante a moderata pendenza con esposizione Est Nord Est, ad un altitudine che varia dai 100 ai 150 metri.

Da un punto di vista geologico è un’area dominata dalla Formazione del Macigno qui costituito da calcareniti ed in minor misura da scisti argillosi.
La zona in esame è ben soleggiata, essendo ubicata prevalentemente sulla sommità di un versante, ed è ottimamente ventilata.
La rilevante presenza di pietre chiare in superficie che riflettono la luce solare, creano un microclima particolare, oltreché creare un ambiente ben drenato privo di ristagni, caratteristiche pedoclimatiche molto adatte per la coltivazione di una varietà a bacca rossa come il Sangiovese, che rifugge i terreni compatti, mal drenati e scarsamente soleggiati.
La moderata presenza di Calcare e la tessitura equilibrata assicurano eleganza, persistenza delle note olfattive ed elevata aromaticità.
La componente minerale delle calcareniti e degli scisti, nonché la presenza di frammenti di natura arenacea, inducono la sintesi di note olfattive fini di frutta rossa e frutti di bosco.
I vini che si possono ottenere sono eleganti, speziati, longevi, ricchi di polifenoli, di colore intenso, con robusta struttura ed elevata aromaticità.

Cru Merlot - Vediavoli

Questo vigneto è ubicato in un area pedecollinare ad un’altitudine dai 40 ad i 55 metri, in un versante esposto ad Ovest a moderata pendenza.

I suoli si originano da sedimenti colluviali provenienti dall’erosione dei rilievi circostanti costituiti da calcari marnosi e secondariamente calcareniti della Formazione di Sillano.
uesti suoli sono molto adatti alla coltivazione del Merlot.
Infatti questo vitigno necessita di terreni collinari piuttosto profondi, con buona riserva idrica in quanto soffre più di altre varietà rosse gli stress idrici.
Infatti questo vitigno se mal collocato risente negativamente dei cambiamenti climatici e delle estati troppo calde.
La collocazione del vigneto prossima a corsi d’acqua secondari e la relativa vicinanza con il Fiume Arno portano ad avere buone escursioni termiche e frescura notturna, favorevoli al mantenimento di una buona acidità nelle uve.
L’escursione termica in sinergia con le caratteristiche pedologiche come la tessitura franco argillosa, ed un buon contenuto di Calcare predispongono alla sintesi di note olfattive eleganti e complesse e buona aromaticità.

Cru Chardonnay - Fonte del Prete

Il Vigneto è ubicato in un area pianeggiante ad un’altitudine di circa 30 metri, con suoli che si evolvono da substrati alluvionali non recenti, sabbioso limosi.

Questi suoli sono molto adatti a svariati vitigni bianchi tra cui lo Chardonnay. La buona profondità, l’evidente struttura anche negli strati inferiori, il buon
drenaggio interno ed una elevata riserva idrica sono condizioni fisiche che predispongono ad uno sviluppo vegeto produttivo equilibrato della vite ed in particolare dello Chardonnay base spumante sensibile agli stress idrici.
La buona riserva idrica congiunta ad una marcata escursione termica dovuta alla vicinanza con il fiume Arno, aiuta a mantenere un adeguato livello di acidità nelle uve.
La tessitura franco sabbiosa unita ad una buona dotazione di Calcare assicurano ai vini finezza e profumi intensi.

Cru Sauvignon Blanc - Custode della Tele

Questo vigneto è ubicato in un area pedecollinare ad un’altitudine dai 50 ad i 100 metri, in un versante esposto ad Est a moderata pendenza.

I suoli si originano da calcari marnosi e secondariamente calcareniti della Formazione di Sillano.
Questi suoli sono molto adatti a svariati vitigni, tra cui il Sauvignon Blanc. L’esposizione ad Est e la vicinanza con il Fiume Arno portano ad avere buone escursioni termiche, favorevoli al mantenimento di una buona acidità nelle uve.
L’escursione termica in sinergia con le caratteristiche pedologiche come la tessitura franco argillosa, discreto contenuto in scheletro alterato ed un buon contenuto di Calcare predispongono alla sintesi di note olfattive eleganti e complesse e buona aromaticità.

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