Una storia che attraversa i secoli
Dalle anfore etrusche ai sigilli granducali, dalle pergamene medievali ai banchetti rinascimentali, il vino Carmignano è stato protagonista di una storia che attraversa i secoli. Apprezzato da nobili e poeti, protetto dai Medici con decreti che ne garantivano l’autenticità e celebrato da artisti e letterati, questo vino è un’icona senza tempo, testimone di un’eccellenza che non conosce confini.
A Carmignano, il vino non è solo frutto della terra: è memoria, passione e cultura. Ogni sorso racconta tradizioni antiche, intrecciate con il presente, in un territorio dove il paesaggio delle colline toscane rende ogni degustazione un’esperienza unica.
Il Carmignano e i Medici
Con i Medici il Carmignano ha raggiunto la sua fama: Cosimo III, con il bando del 1716, delimitò i confini della zona e ne garantì l’autenticità, proteggendolo da imitazioni e contraffazioni. Già allora, il vino rappresentava prestigio, cultura e convivialità, un legame profondo tra uomini, territorio e tradizione.
Nel XVI secolo, nel tempo in cui le corti dialogavano attraverso arte, cultura e visione, la figura di Caterina de’ Medici fece da ponte tra Toscana e Francia. Con lei viaggiarono gusti, saperi e sensibilità nuove.
Fu in quel clima di scambio e apertura che il Cabernet Sauvignon — chiamato dalla tradizione “uva francesca” — trovò spazio tra le colline di Carmignano, arricchendo il blend locale di struttura, eleganza e profondità.
Un incontro che non fu solo agricolo, ma culturale: un dialogo tra terre diverse che ancora oggi vive nel carattere del vino Carmignano.
Nel 1975 Carmignano ottenne la DOC e nel 1990 la DOCG, consacrando una storia che aveva radici lontane e uno sguardo già proiettato oltre i confini.




I Nostri Vini
Il Montalbano e il Chianti Montalbano
Il Montalbano, o Monte Albano, è una suggestiva catena montuosa che si estende su 16.000 ettari tra le province di Pistoia, Prato e Firenze. Qui si trovano le celebri zone di produzione del Chianti Montalbano, un vino che racchiude storia, cultura e tradizione. Già gli Etruschi percorrevano queste valli, lasciando tracce della loro passione per la terra e i suoi frutti, mentre nel I secolo a.C. Giulio Cesare assegnò queste terre ai suoi veterani, dando vita a una tradizione vitivinicola destinata a durare nei secoli.



Un patrimonio da degustare
Francesco Redi, nel XVII secolo, celebrò il Carmignano con la sua poesia, esaltandone la qualità e l’eleganza. Nel Novecento, scrittori e appassionati hanno continuato a lodare il vino Carmignano, oggi protagonista delle nostre esperienze di degustazione.
La nostra azienda vinicola offre la possibilità di vivere un vero tour del vino in Toscana, immersi tra le colline, i vigneti e la storia di questo luogo.
I Nostri Vini
I Diversamente Autoctoni
Il progetto dei Cru di Artimino nasce dal desiderio di raccontare, attraverso il linguaggio del vino, la complessità e la ricchezza di un territorio straordinario. Tra il 2022 e il 2025 la Tenuta ha condotto un importante studio di zonazione dei vigneti, con l’obiettivo di individuare e valorizzare le microzone più vocate alla produzione di vini di altissima qualità. Il lavoro, affidato al Prof. Attilio Scienza, al Dottor Luca Toninato e all’esperto Stefano Pinzauti, pioniere della zonazione in Italia, ha rappresentato un punto di svolta nella conoscenza profonda del suolo e del microclima di Artimino.
Lo studio, durato tre anni, ha unito metodi tradizionali a tecnologie di ultima generazione, come le mappature satellitari e l’analisi geologica di precisione, per definire con esattezza le caratteristiche pedoclimatiche di ciascuna area.
I risultati hanno rivelato una straordinaria biodiversità, un mosaico di suoli, esposizioni e altitudini che si intrecciano nel cuore dell’antica riserva di caccia medicea del Barco Reale. Da questa diversità è emersa la consapevolezza che ogni vigneto possiede un carattere unico, capace di esprimere un vino distinto e irripetibile.
Parallelamente, sotto la supervisione dell’enologo Riccardo Cotarella, sono state condotte vinificazioni sperimentali per tre anni consecutivi, con l’intento di verificare in cantina quanto osservato in vigna. L’integrazione tra dati agronomici e riscontri enologici ha permesso di tracciare una mappa dettagliata delle potenzialità viticole della Tenuta, individuando cinque appezzamenti simbolo, ciascuno capace di restituire un’identità varietale precisa e riconoscibile.
Da questa ricerca nascono i cinque Cru di Artimino, vini monovarietali che rappresentano l’espressione autentica delle anime del territorio.
Ogni Cru è il risultato di un percorso di conoscenza, di una ricerca enologica e agronomica condivisa che unisce scienza, esperienza e sensibilità.
















