La Tenuta e la sua Storia

Un gioiello mediceo, custode di storia e splendore

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Immersa tra le dolci colline toscane e i vigneti del Montalbano, si cela un gioiello senza tempo, testimone di una storia antica e nobile: la Tenuta di Artimino. Al centro di questa terra generosa, ricca di cultura e tradizione, si staglia la maestosa Villa Medicea “La Ferdinanda, conosciuta anche come la Villa dei Cento Camini, una dimora dall’eleganza austera e dal fascino senza pari, nata dal genio architettonico di Bernardo Buontalenti per volere del Granduca Ferdinando I de’ Medici nel 1596.

Posizionata su un poggio che già in epoca etrusca era considerato sacro, la villa è un simbolo di potere e raffinatezza, nata come residenza di caccia e trasformata in un luogo di cultura, arte e svago per la corte medicea.

“Sono stato hoggi à Artimino et credami Vostra Altezza che vi ho trovato un Primavera”

scriveva Ferdinando I alla moglie Cristina di Lorena nel 1596, rivelando l’incanto e la serenità che questo luogo suscitava. Fin dalla sua costruzione, la Villa dei Cento Camini – così chiamata per i numerosi camini che svettano dalla sommità dell’edificio – si distingueva per l’armonioso equilibrio tra l’austera imponenza delle sue mura e la grazia dei suoi dettagli architettonici.

Una preziosa gemma di architettura incontra l’eleganza del passato

Scopri la storia della Villa Medicea, Patrimonio Unesco dal 2013

La Tenuta e la sua Storia

Il respiro della Terra, il sapore della storia

La vocazione vinicola di Artimino affonda le radici in un passato lontano, intrecciandosi con la cultura e il sapere degli antichi Etruschi. Già nel VII secolo a.C., questo popolo enigmatico e raffinato coltivava la vite su queste colline generose, intuendo il valore unico di un territorio capace di donare vini di straordinaria complessità.

Gli Etruschi non erano solo abili viticoltori, ma anche maestri nell’arte della vinificazione: affinavano le loro tecniche in grandi anfore di terracotta e commerciavano il loro vino lungo le rotte del Mediterraneo, rendendolo una merce pregiata e ambita. A testimonianza di questo antico legame con il vino, il sottosuolo di Artimino e delle aree circostanti ha restituito reperti straordinari: calici e brocche finemente decorate, vinaccioli fossilizzati e raffigurazioni che celebrano il rito del simposio, momento sacro di convivialità e cultura.

Ancora oggi, passeggiando tra i filari che si estendono verso l’orizzonte, si avverte il respiro della storia. È la stessa terra che gli Etruschi lavoravano con rispetto e sapienza, quella che continua a donare vini dall’eleganza senza tempo, in un dialogo ideale tra passato e presente.

Nel 1680, sotto il granducato di Cosimo III de’ Medici, vennero piantate le prime vigne intorno alla Villa, segnando l’inizio di una tradizione destinata a perdurare nei secoli.

Nel 1716, lo stesso Cosimo III emanò un bando che delimitava l’area di produzione dei vini di Carmignano, un atto che può essere considerato il primo disciplinare della storia, a testimonianza dell’eccellenza e della longevità di questi vini, definiti “atti a navigare”, adatti quindi all’esportazione.

La Tenuta e la sua Storia

La Famiglia Olmo e la Rinascita della Tenuta

Nel cuore del XX secolo, un nuovo capitolo si aggiunge alla storia di Artimino, intrecciando passione, visione e destino. Giuseppe Olmo, detto Gepin, non fu solo un campione di ciclismo, capace di scolpire il proprio nome nella leggenda con il Record dell’Ora del 1935, ma anche un uomo dalla straordinaria lungimiranza. Dopo aver dominato le strade del mondo, volse lo sguardo a una terra che sembrava attenderlo da sempre: la Tenuta di Artimino.

Non fu un semplice acquisto, ma un atto d’amore. Per Olmo, questa terra non era solo paesaggio, ma identità, memoria e promessa. Ne comprese il valore profondo, quello che trascende il tempo e si radica nella cultura e nella natura.

Oggi, il testimone è nelle mani della terza generazione della famiglia, con Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo a guidare la tenuta lungo un percorso che intreccia storia e innovazione. Il loro impegno è un’ode alla bellezza, alla qualità e al vino come racconto liquido di una terra senza tempo, dove passato e futuro si fondono in un’armonia perfetta.

“Per noi è un onore profondo, oltre che una grande responsabilità, dare forma a un progetto così ambizioso: un percorso che nasce dal rispetto per le nostre radici e guarda alla valorizzazione di un territorio straordinario, ricco di storia e cultura. Un impegno quotidiano verso la qualità e la bellezza, per custodire il paesaggio e raccontare, attraverso il nostro vino, un patrimonio affascinante che merita di essere tramandato.“

Annabella Pascale, Presidente

Nel cuore della Toscana, tra antiche mura e filari dorati, la Tenuta di Artimino continua a raccontare una storia di passione e dedizione.
Un luogo dove il tempo sembra sospeso, ma il futuro è già in fermento, pronto a scrivere nuove pagine di eccellenza e tradizione.

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